La dieta chetogena in gravidanza e allattamento

Una terapia che accompagna la vita
“Il messaggio che mi piacerebbe trasmettere a tutte le famiglie con glut1ds è che oggi la dieta chetogenica rappresenta una terapia consolidata e sempre più “sdoganata, anche in situazioni che fino a pochi anni fa erano considerate quasi impensabili. Dieci anni fa sono state pubblicate le prime linee guida che ne hanno dimostrato sicurezza ed efficacia anche nei lattanti e nei neonati con epilessia. Negli ultimi anni sono arrivate anche raccomandazioni che mostrano come sia possibile mantenere l’allattamento al seno durante la dieta chetogenica nei primi mesi di vita.
Più recentemente si è iniziato a raccogliere esperienza anche sull’utilizzo della dieta durante la gravidanza. I dati sono ancora limitati e servono ulteriori studi, ma le evidenze disponibili sono incoraggianti e sottolineano l’importanza di una gestione multidisciplinare nei casi selezionati.
Per i bambini con G1D, iniziare la dieta il prima possibile è fondamentale, perché il cervello ha bisogno di una fonte alternativa di energia fin dai primissimi giorni di vita. I casi descritti sono ancora pochissimi, ma i risultati sono davvero straordinari.
L’esempio più emblematico è quello riportato da Jennifer Kramer e Lisa Smith: una mamma con GLUT1DS (epilessia, disturbo del movimento e disabilità intellettiva) ha proseguito la dieta chetogenica durante la gravidanza; la figlia è stata diagnosticata subito dopo la nascita e ha iniziato la dieta a soli 12 giorni di vita. Oggi è una bambina di 10 anni (5 nell’articolo del 2021), completamente asintomatica, con sviluppo normale e senza aver mai presentato crisi epilettiche o disturbi del movimento.
È un messaggio molto bello per le famiglie: una diagnosi precoce e un trattamento tempestivo possono davvero cambiare la storia naturale della malattia.” –  Prof.ssa Valentina De Giorgis- Università degli Studi di Pavia

Gli studi pubblicati

1. Ketogenic diet guidelines for infants with refractory epilepsyvan der Louw et al., European Journal of Paediatric Neurology, 2016

Queste sono le prime linee guida internazionali dedicate all’utilizzo della dieta chetogenica nei lattanti con epilessia farmacoresistente. Il documento nasce dall’esperienza di centri specializzati di diversi Paesi e conferma che la dieta può essere utilizzata in modo efficace e sicuro anche nei primi mesi di vita. Gli autori descrivono le modalità di avvio, il monitoraggio clinico e laboratoristico, le integrazioni nutrizionali necessarie e la gestione degli effetti collaterali. Viene sottolineata l’importanza di un team multidisciplinare composto da neurologo, dietista e pediatra. La crescita e lo stato nutrizionale devono essere seguiti con particolare attenzione. Le linee guida forniscono inoltre indicazioni pratiche sulla scelta delle formule e sulla personalizzazione del rapporto chetogenico nei neonati e nei lattanti.
In sintesi, la dieta chetogenica non è più considerata una terapia “estrema” per i più piccoli, ma un trattamento efficace e ben gestibile anche nei neonati quando viene seguito da centri esperti.

2. Ketogenic diet therapy for epilepsy during pregnancy and lactation: An international survey exploring clinician perspectivesFaltersack & Felton et al., Epilepsia Open, 2025

Questo studio ha raccolto le opinioni e le esperienze di professionisti esperti nell’utilizzo della dieta chetogenica per l’epilessia durante la gravidanza e l’allattamento. I risultati mostrano che, nonostante l’interesse crescente verso questo tema, manca ancora un consenso internazionale e le pratiche cliniche sono molto eterogenee. Molti specialisti esprimono cautela per la scarsità di dati sulla sicurezza materna e fetale, mentre altri ritengono che la prosecuzione della dieta possa essere appropriata in casi selezionati, soprattutto quando il rischio di peggioramento della malattia supera i potenziali rischi della terapia. Lo studio evidenzia l’importanza di un attento monitoraggio clinico e nutrizionale, della supplementazione vitaminica e della collaborazione tra neurologi, dietisti e ginecologi. Per quanto riguarda l’allattamento, le esperienze disponibili sono ancora limitate, ma indicano che la dieta può essere mantenuta sotto stretto controllo specialistico.
In sintesi, le conoscenze attuali sono ancora incomplete, ma nei casi selezionati la dieta chetogenica può essere presa in considerazione durante gravidanza e allattamento all’interno di un percorso multidisciplinare altamente personalizzato.

3. Human milk and breastfeeding during ketogenic diet therapy in infants with epilepsyvan der Louw & A. Dressler et al., Developmental Medicine & Child Neurology, 2024
Questo studio affronta un tema particolarmente importante per molte famiglie: la possibilità di mantenere l’allattamento al seno durante la terapia chetogenica. Analizzando l’esperienza di diversi centri specialistici, gli autori dimostrano che il latte materno può essere integrato con formule chetogeniche e inserito in modo efficace all’interno del trattamento. L’allattamento non compromette il raggiungimento della chetosi e consente al bambino di beneficiare delle ben note proprietà nutrizionali, immunologiche e relazionali del latte materno. Lo studio sottolinea come questa possibilità possa migliorare l’esperienza delle famiglie e favorire una maggiore adesione alla terapia. Rimangono fondamentali il monitoraggio clinico e la personalizzazione del piano alimentare.
In sintesi, allattamento al seno e dieta chetogenica non sono alternative tra loro ma possono coesistere, offrendo al bambino i benefici di entrambe le strategie.

4. Ketogenic Diet in Glut1 Deficiency Through the Life Cycle: Pregnancy to Neonate to PreschoolerKramer & Smith, Child Neurology Open, 2021
Questo articolo descrive uno dei casi più significativi pubblicati nella sindrome da deficit di GLUT1. Una giovane donna affetta da GLUT1DS ha proseguito la dieta chetogenica durante la gravidanza sotto stretto monitoraggio specialistico. Dopo la nascita, la figlia è stata sottoposta rapidamente agli accertamenti diagnostici e ha ricevuto la diagnosi di GLUT1DS a soli 12 giorni di vita. La dieta chetogenica è stata introdotta immediatamente e mantenuta negli anni successivi. Al momento della pubblicazione, la bambina aveva 5 anni, era completamente asintomatica, senza crisi epilettiche né disturbi del movimento, con crescita regolare e sviluppo neurologico normale. Gli autori evidenziano anche l’importanza del monitoraggio della carnitina durante la gravidanza e nei primi mesi di vita. Il caso conferma il valore della diagnosi precoce nelle famiglie in cui la malattia è già nota.
In sintesi, nel GLUT1DS l’identificazione precoce dei bambini a rischio e l’avvio della dieta nei primissimi giorni di vita possono modificare radicalmente la storia naturale della malattia e consentire uno sviluppo neurologico sostanzialmente normale.

Cosa portiamo a casa da questi studi?.
Che oggi la dieta chetogenica può accompagnare la persona con GLUT1DS lungo tutto il percorso di vita, dalla gravidanza ai primi giorni di vita, fino all’infanzia, purché sia gestita da professionisti esperti!
#insiemeperilglut1