Bando di ricerca sul deficit di Glut1 – 2020

Con la finalità di incentivare la ricerca di eccellenza sul deficit di Glut1, al fine di poterne diffondere gli esiti alle comunità di pazienti, grazie al sostegno economico dei nostri donatori e alle attività di fundraising effettuate dall’Associazione Italiana Glut1, grazie alle competenze medico scientifiche di Fondazione Telethon, con grandissimo piacere, vi comunichiamo che è stato assegnato il BANDO PER LA RICERCA SUL DEFICIT DI GLUT1: un passo importantissimo per la nostra Associazione e frutto di un lavoro lungo e impegnativo.  E che speriamo possa essere un passo significativo verso l’individuazione di una cura per la nostra malattia.
Il progetto vincitore  è quello di Federico Zara, dell’U.O.C. di Neurologia Pediatrica e Malattie Muscolari dell’Istituto Gaslini di Genova.

La nostra Associazione si è affidata alla Fondazione Telethon per aprire e gestire un bando di ricerca con cui assegnare i fondi raccolti, 50 mila euro: le 13 proposte di progetto pervenute sono state valutate da una commissione scientifica ad hoc, formata da 4 ricercatori provenienti da Stati Uniti e Germania. Un aspetto molto importante del processo di valutazione è stato il coinvolgimento del direttivo della nostra associazione nel momento della restituzione finale del lavoro dei revisori, in un’ottica di massima trasparenza e condivisione.

Il progetto risultato vincitore, quello di Federico Zara, si propone di sviluppare nuovi strumenti molecolari per aiutare l’ingresso del glucosio nel cervello. Come sapete i pazienti con sindrome da deficit di Glut1 hanno un difetto genetico che porta a un malfunzionamento della “porta d’ingresso” del glucosio, fondamentale fonte di energia per il cervello, attraverso la barriera emato-encefalica. Attualmente l’unico modo con cui si può controllare la malattia è rappresentato dalla dieta chetogena, che di fatto induce l’organismo a cambiare il suo carburante, sostituendo gli zuccheri con i grassi. Tuttavia, la dieta, oltre a essere molto impegnativa per le famiglie e non priva di criticità sul lungo periodo, non sempre riesce a controllare tutti i sintomi: proprio per questo è necessario che la ricerca vada avanti per individuare soluzioni alternative.

«Il progetto – spiega il prof. Zara – si propone di sviluppare nuove molecole capaci di aumentare la permeabilità della barriera emato-encefalica al glucosio e di incrementare l’espressione del trasportatore deficitario Glut1 e di testarne quindi l’efficacia in una piattaforma sperimentale innovativa basata sull’utilizzo di cellule di pazienti. Il progetto pertanto risponde alla crescente domanda di medicina personalizzata nel campo delle malattie rare».

Fondazione Telethon ha inoltre deciso di finanziare un secondo progetto pervenuto durante il Bando, ritenuto meritevole dalla Commissione medico scientifica: il professor Grumati del Telethon Institute of Genetics and Medicine (Tigem) di Pozzuoli ha ricevuto direttamente dalla Fondazione il finanziamento per portare avanti un progetto dal titolo ” Uso della tecnologia 3Cs per identificare nuove interazioni geniche nella sindrome da deficit di Glut1″.

«Quest’iniziativa è per la nostra Associazione fondamentale. Fondazione Telethon ha un’esperienza riconosciuta internazionalmente nell’ambito della ricerca scientifica di eccellenza, mentre noi, come piccola associazione di pazienti e caregiver, non saremmo stati in grado da soli di valutare il vero valore scientifico dei progetti di ricerca – ha dichiarato la nostra Presidente Monica Lucente – Senza le competenze messe a disposizione da Fondazione Telethon avremmo rischiato infatti di disperdere i fondi raccolti. Con l’aiuto della Fondazione possiamo quindi garantire alle nostre famiglie e ai nostri donatori che i fondi, raccolti con grandissimo impegno, verranno spesi in maniera coerente con i nostri obiettivi. Siamo grati per questa opportunità ed emozionati per la partenza del progetto di ricerca».

La nostra Associazione ha fatto da apripista e da pilota per il Progetto Seed Grant che Fondazione Telethon renderà disponibile anche alle altre associazioni di malattia rara.

«Fondazione Telethon con il nuovo progetto Seed Grant si è posta l’obiettivo di mettere a disposizione delle associazioni di pazienti con malattie rare la propria esperienza ormai trentennale – ha dichiarato Manuela Battaglia, Responsabile della Ricerca di Fondazione Telethon” – si tratta di un primo importante passo, ma l’auspicio è che sempre più associazioni seguano questa stessa strada, nell’ottica di sviluppare la migliore ricerca possibile, consapevoli che solo attraverso processi con elevati standard di qualità e di eccellenza sarà possibile raccogliere i frutti in termini di risultati».

Dopo il successo di questo primo bando, Fondazione Telethon si sta già preparando al prossimo Seed Grant: le indicazioni di partecipazione per le associazioni saranno disponibili a breve sul sito www.telethon.it.

Ringraziamo tutti voi per averci permesso di piantare un seme per vedere sbocciare il nostro sogno: trovare una cura per i nostri figli.

GRAZIE di cuore per essere #insiemeperilglut1 al nostro fianco

I due progetti finanziati

PROGETTO DEL PROFESSOR FEDERICO ZARA – Istituto Gaslini di Genova
TITOLO PROGETTO: Deficit di GLUT1: nuove strategie terapeutiche per incrementare il trasporto di glucosio attraverso la Barriera-Emato-Encefalica (BEE)

Anni: 2020/2021

TOTALE FONDI: 49.974€

Questo progetto è stato finanziato grazie al Bando Seed Grant 2019 dall’Associazione Italiana GLUT1.
Nel cervello dei mammiferi, il glucosio è la fonte principale di energia. Tuttavia il glucosio possiede una sola via di accesso al cervello, il trasportatore Glut1, presente nell’endotelio dei capillari cerebrali. Le cellule endoteliali cerebrali formano la Barriera-Emato-Encefalica (BEE) che protegge il cervello dall’ambiente periferico in continuo cambiamento. La BEE permette il passaggio di molecole dal plasma al cervello esclusivamente attraverso le cellule e mediante specifici trasportatori. Gli spazi extracellulari tra le cellule endoteliali sono invece sigillati da giunzioni serrate. Mutazioni nel gene codificante Glut1 rendono insufficiente il trasporto di glucosio e causano una malattia neurologica cronica con crisi epilettiche, anomalie del movimento e disturbi cognitivi. I trattamenti disponibili sono largamente inefficaci e, pertanto, è urgente identificare nuove efficaci terapie. Il nostro obiettivo principale prevede di sviluppare nuovi strumenti molecolari per incrementare il trasporto di glucosio attraverso la BEE mediante due strategie complementari: (i) stimoleremo la sintesi di Glut1 attivando la traduzione proteica dell’allele sano del gene Glut1 utilizzando RNA non-codificanti; (ii) indurremo la permeabilizzazione della BEE utilizzando specifici peptidi inibenti le giunzioni serrate per aprire gli spazi tra le cellule endoteliali e lasciare diffondere il glucosio nel cervello. Per saggiare queste molecole innovative svilupperemo un modello di BEE che ricrea in vitro il deficit di Glut1 utilizzando cellule endoteliali cerebrali derivate da cellule pluripotenti indotte di pazienti. Attraverso questo progetto ci attendiamo di verificare le potenzialità di queste nuove strategie di ripristinare in vitro il deficit di Glut1, quale primo passo per esaminare la loro efficacia in vivo.

PROGETTO DEL PROFESSOR PAOLO GRUMATI – Istituto TIGEM di Pozzuoli
TITOLO PROGETTO: Uso della tecnologia 3Cs per identificare nuove interazioni geniche nella sindrome da deficit di Glut1

Anni 2020/2022

Totale fondi: 49.705€

Questo progetto è stato finanziato grazie al Bando Seed Grant 2019 da Fondazione Telethon.
Il trasportatore di glucosio di tipo 1 (GLUT1) è una proteina che cattura e promuove l’assorbimento di energia, sotto forma di glucosio, dall’ambiente esterno all’interno della cellula. Poiché il glucosio non può attraversare facilmente la barriera emato-encefalica, che protegge le cellule nervose dall’ambiente circostante, GLUT1 è necessario per fornire l’energia necessaria per la crescita e la funzione del cervello. Il gene SLC2A1 codifica la proteina GLUT1 e le mutazioni di questo gene portano a un disordine metabolico noto come carenza di GLUT1. Questa condizione debilitante non ha una cura e una dieta chetogenica, che è ricca di grassi e povera di carboidrati e proteine, è l’unico trattamento standard. Questa dieta promuove la produzione di corpi chetonici che aggirano il difetto GLUT1 e attraversano la barriera emato-encefalica fungendo da fonte alternativa di energia per il cervello. La mancanza di terapie alternative è in parte dovuta a una scarsa comprensione dei meccanismi che regolano il trasporto di GLUT1 dall’interno delle vescicole cellulari, dove risiede, alla membrana cellulare, dove può favorire l’assorbimento del glucosio nella cellula. Il corretto trasporto di GLUT1 richiede un complesso proteico funzionale, noto come retromero, nonché l’assistenza del sistema di riciclaggio cellulare noto come autofagia. L’autofagia aiuta a sostenere il metabolismo cellulare in condizioni di stress ed è stato recentemente dimostrato come sia in grado di promuovere l’assorbimento del glucosio favorendo la corretta localizzazione di GLUT1 sulla superficie cellulare. Pertanto, una comprensione più completa del ruolo svolto dall’autofagia e dal complesso del retromero nel trasporto di GLUT1 aiuterà a identificare nuove terapie per il trattamento della carenza di GLUT1.